Interviste lezioni
D'Hondt Jacques
Diderot
Versione integrale dell’intervista-lezione
Napoli - I.I.S.F. - Palazzo Serra di Cassano
27-04-1990

Per illustrare meglio la specificità dell' "Enciclopedia" di Diderot, D'Hondt la confronta con quella di Hegel, la cui caratteristica saliente è però la sistematicità espressa nell'immagine del circolo, laddove si presenta un pensiero assoluto, successivamente criticato per il suo carattere teologico; quella di Diderot, al contrario, non è un'enciclopedia ciclica, ma una tavola delle scienze e delle arti le cui singole parti possono essere utilizzate prescindendo dal resto, secondo un progetto generale tuttora di grande attualità.


Enciclopedia Multimediale delle Scienza Filosofiche-un progetto di Renato Parascandolo

Enzo Moreno

Maria Teresa de Vito



Fiorinda Li Vigni

Per D'Hondt l' "Enciclopedia" si basa su una scelta filosofica fondamentale. Le scelte filosofiche sono anzi molteplici, per esempio quella di presentare un'enciclopedia ad un pubblico molto vasto, il che si basa su quell'ottimismo dell'età dei Lumi di cui Diderot è un rappresentante di spicco. L' "Enciclopedia" è inoltre uno strumento di propaganda politica; per illustrare meglio la specificità dell' "Enciclopedia" di Diderot, D'Hondt la confronta con quella di Hegel, la cui caratteristica saliente è però la sistematicità espressa nell'immagine del circolo, laddove si presenta un pensiero assoluto, successivamente criticato per il suo carattere teologico, quella di Diderot, al contrario, non è un'enciclopedia ciclica, ma una tavola delle scienze e delle arti le cui singole parti possono essere utilizzate prescindendo dal resto, secondo un progetto generale tuttora di grande attualità. Per D'Hondt Diderot è da considerare senz'altro come un filosofo, anche per la grande influenza che ha avuto il suo pensiero, i suoi "Pensieri sull'interpretazione della natura" hanno costituito un implicito retroterra della discussione fino alle celebri "Tesi su Feuerbach" marxiane, l' "Enciclopedia" deve essere vista come un'esplicitazione del programma cartesiano e baconiano di dominio della natura, come risulta anche dall'articolo "Arte" scritto da Diderot, dove si esplicita una posizione empirista e, ante litteram, positivista; è sorprendente per D'Hondt che le correnti neopositiviste attuali non riconoscano esplicitamente il legane che le unisce a Diderot. L'interesse per Diderot riguarda attualmente piuttosto la sua opera letteraria. La sua produzione filosofica è invece trascurata nell'ambiente accademico. I possibili motivi sono individuati da D'Hondt nel suo materialismo ed ateismo, inoltre egli finisce inevitabilmente per scomparire in qualche modo dietro l'opera da lui coordinata, ma concretamente redatta solo nel caso di singoli articoli. Questa sottovalutazione della sua opera non è sempre stata imperante, per esempio Hegel ne ebbe grande considerazione e lodò in particolare l'aspetto critico del suo pensiero. Significativo è inoltre il fatto che Hegel si riferisce a "Il nipote di Rameau" fin dalla sua prima opera, la sua ammirazione rimarrà costante fin nel periodo berlinese, come testimonia Cousin. Diderot non è solo nascosto dietro l' "Enciclopedia", ma anche dietro le altre sue opere. La sua genialità, vivacità e cultura, confermate anche da testimonianze del suo tempo, si rispecchiano anche nei suoi testi, quali "Il nipote di Rameau", opera filosofica e didattica che esprime egregiamente quella che Hegel successivamente chiamerà la tragedia del mondo umano, perchè si fa interprete delle contraddizioni e delle lacerazioni del mondo moderno.


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