Interviste lezioni
Ricoeur Paul
Cartesio
Versione integrale dell’intervista-lezione
Napoli - I.I.S.F. - Palazzo Serra di Cassano
30-01-1987

Dalla centralità antica e medievale dell'essere e della sostanza si passa con Cartesio ad una centratura sul soggetto, anche la concezione della ragione è radicalmente diversa da quella classica. Quando si parla di soggetto non si intende comunque l'individuo, ma il soggetto razionale, importante è poi anche la distinzione tra ragione scientifica e ragione filosofica. Ricoeur spiega poi l'idea cartesiana di dubbio metodico e di dubbio iperbolico; qui Cartesio si contrappone non solo al dogmatismo medievale, ma anche allo scetticismo del suo tempo, l'io penso è in fondo una risposta all'uno e all'altro .


Enciclopedia Multimediale delle Scienza Filosofiche-un progetto di Renato Parascandolo

Antonio Gargano, Renato Parascandolo

Maria Teresa de Vito



Francesco Fanelli

Per inquadrare l'ambiente nel quale opera Cartesio si deve considerare lo stato della scienza, più che il panorama religioso e politico, la Riforma infatti non rappresentò per lui un problema e anche le critiche ai gesuiti si mossero sul piano filosofico dell'antiaristotelismo. Dalla centralità antica e medievale dell'essere e della sostanza si passa con Cartesio ad una centratura sul soggetto, anche la concezione della ragione è radicalmente diversa da quella classica. Quando si parla di soggetto non si intende comunque l'individuo, ma il soggetto razionale, importante è poi anche la distinzione tra ragione scientifica e ragione filosofica. Il 'penso, dunque sono' sembra banale, fondamentale è invece che questa certezza sia posta come verità prima, conquistata a partire dal dubbio; il 'dunque' non è la conclusione di un sillogismo, sigla invece un'intuizione: esisto pensando, in cui il 'cogito' mostra la sua evidenza. Ricoeur commenta quindi il problema del circolo che si verrebbe a creare tra 'cogito' e Dio, e distingue tra un 'cogito' forte, che sorge dal dubbio e pone Dio, e un 'cogito' debole, che è la fragilità stessa del pensiero, rinforzata da Dio; non si tratterebbe di un circolo vizioso, piuttosto del cuore stesso del pensiero cartesiano, che non ha nulla a che vedere con il suo 'procedere mascherato'. Sarebbe una forzatura vedere in Cartesio il primo rappresentante dell'illuminismo, in realtà il suo tempo si caratterizzò per la vivacità intellettuale del dibattito teorico e religioso, lo stesso 'larvatus prodeo' si riferiva ad intenzioni pedagogiche, anche se certamente Cartesio giocò una partita assai complessa sul problema della grazia. Ricoeur spiega quindi l'idea cartesiana di dubbio metodico e di dubbio iperbolico; qui Cartesio si contrappone non solo al dogmatismo medievale, ma anche allo scetticismo del suo tempo, l'io penso è in fondo una risposta all'uno e all'altro . Si sottolinea quindi la crucialità del problema delle idee, rinvenendo un'ascendenza platonica ed una profonda differenza rispetto al pensiero di Bacone. Si tratta dello stesso platonismo di un Galilei, giacché sono le idee matematiche e fisiche a sorreggere il mondo nella quantità misurabile : con Galileo e la scienza moderna il mondo è infatti, platonicamente, una struttura più intellegibile che visibile, perciò Cartesio non si contraddice nel sostenere che le idee del pensiero sono la struttura del mondo . Ricoeur solleva poi il problema del dualismo tra il meccanicismo assoluto del mondo (attenuato da Leibniz con l'idea di forza) e l'anima: ma Cartesio attesta invece l'unità dell'uomo, insieme macchina e anima, anche se la sua teoria del parallelismo psicofisico scandalizzerà i suoi successori. La stessa filosofia contemporanea, per esempio con Carnap, ha tentato in proposito delle soluzioni neocartesiane; assai diversa fu invece la soluzione teologica di Malebranche o la problematizzazione del corpo da parte della fenomenologia. Con Heidegger si può certo individuare in Cartesio un sogno di dominio della natura, ma Ricoeur rimanda allora anche al Cartesio stoico e moralista del Trattato delle passioni, dove il meccanicismo del mondo è corretto dal dinamismo dell'anima nel presentare passioni quali lo stupore e il desiderio, di cui farà tesoro anche il pensiero successivo. Il suo è comunque un trattato della coscienza nella certezza del 'cogito' e non certo uno studio sull'inconscio , inoltre egli ha colto l'urgenza dell'azione, perciò ha cercato la rivoluzione e il conflitto nel pensiero e non nella morale . In ogni caso il Trattato delle passioni è per Ricoeur molto più che una morale provvisoria e d'altro canto ogni morale non può che considerarsi tale.


Francese