Interviste lezioni
Vernant Jean-Pierre
Mito e pensiero presso i Greci
Versione integrale dell’intervista-lezione
Parigi - Abitazione
09-05-1994

Jean-Pierre Vernant afferma che se per un verso Mito e Pensiero - il pensiero razionale - si contrappongono al contempo essi contengono ognuno qualcosa dell'altro.Vernant nota un Caos iniziale prima gli Enti primordiali e poi gli Dei, ed infine la Sovranità di Zeus su tutto sancisce l'ordine stabile dell'Universo.


Enciclopedia Multimediale delle Scienza Filosofiche- un progetto di Renato Parascandolo

Sergio Benvenuto

Vittorio Rizzo



Francesco Rizzuto

Jean-Pierre Vernant afferma che se per un verso Mito e Pensiero - il pensiero razionale - si contrappongono al contempo essi contengono ognuno qualcosa dell'altro. Fin dall'inizio egli voleva identificare le ragioni storiche che fecero della Grecia antica la culla del pensiero razionale. Vernant nota un Caos iniziale prima gli Enti primordiali e poi gli Dei, ed infine la Sovranità di Zeus su tutto sancisce l'ordine stabile dell'Universo. Mentre dal vi° secolo con la Filosofia Ionica di Talete, Anassimene e Anassimandro appaiono testi che si interrogano e formulano risposte in modo rigoroso e ragionato. Non vi figurano più gli Dei poiché il divino è visto ora nella Natura. Invece che in forma di racconto la spiegazione è raffigurata in modo spaziale: il mondo appare come una mappa. Per Anassimandro ad esempio la terra non cade poiché è al centro dell'Universo. Analogamente l'ordine non è più garantito da un Sovrano ma fa parte degli elementi costitutivi del Cosmo tramite una Legge. Tutti questi elementi hanno fatto pensare a Vernant che la trasformazione fosse legata alla fondazione della Polis.
Vi è una sorta di simmetria tra la concezione, anche urbanistica, di uno spazio pubblico e comune del potere e l'idea d'una spazializzazione dell' universo. Allo stesso modo la pubblicità delle leggi opera per l'idea che la verità progredisca con la discussione. In realtà la razionalità della filosofia di Talete non era del tutto inconciliabili con la Religione in Grecia. Infatti ai Miti non è necessario credere in modo assoluto, la religione non è questione di convinzione intellettuale ma è una pratica di culto e una tradizione a cui si aderisce. Per questo la filosofia ha potuto più facilmente ricercare l'assoluto oltre le apparenze.
La cultura greca ragionava per coppie di opposizioni spesso anche fortemente contrastanti. Questo è evidente nella dialettica democratica delle città greche, ma anche la Tragedia nel V° secolo incarnò la insolubilità delle contraddizioni dell'uomo. La filosofia nel IV° secolo, in specie con Platone ed Aristotele, volle portare le contraddizioni a livello superiore, divino, per risolverle. Non a caso Platone escluse dalla sua Accademia i poeti tragici. Vernant diversamente da Dodds crede che la Grecia rimase una cultura dell'onore e non passò ad una, più interiorizzata, della colpa. Anche così tale cultura apriva all'irrazionale mentre affiancava alla ricerca del perfetto autocontrollo la follia sacra del culti di Dioniso.
 


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