Interviste lezioni
Klaus Held
La fenomenologia di Husserl
Versione integrale dell'intervista-lezione
Napoli, Vivarium
05/11/1992

Dopo alcune considerazioni introduttive sull'importanza della fenomenologia nel pensiero del XX secolo, sulla produzione sterminata di Husserl conservata nell'archivio husserliano di Lovanio, sulla finalità della sua riflessione e sul suo carattere dinamico ma unitario , Klaus Held entra nel vivo della fenomenologia di Husserl, che prende le mosse dalla critica alla fondazione psicologistica della matematica e della logica, formulata nelle Ricerche logiche: qui prende corpo l'idea della filosofia come “sciena rigorosa”, capace di analizzare, dentro i “vissuti di coscienza”, la relazione “intenzionale” tra le cose e il loro apparire soggettivo.


Enciclopedia Multimediale delle Scienze Filosofiche - un progetto di Renato Parascandolo

Vladimiro Giacché

Vittorio Rizzo



Gabriella Baptist

Dopo alcune considerazioni introduttive sull'importanza della fenomenologia nel pensiero del XX secolo, sulla produzione sterminata di Husserl conservata nell'archivio husserliano di Lovanio, sulla finalità della sua riflessione e sul suo carattere dinamico ma unitario , Klaus Held entra nel vivo della fenomenologia di Husserl, che prende le mosse dalla critica alla fondazione psicologistica della matematica e della logica, formulata nelle Ricerche logiche: qui prende corpo l'idea della filosofia come “sciena rigorosa”, capace di analizzare, dentro i “vissuti di coscienza”, la relazione “intenzionale” tra le cose e il loro apparire soggettivo. Per chiarire i criteri di questo metodo fenomenologico, Held introduce il concetto di “riduzione eidetica” e di “riduzione fenomenologica”, sulla base della quale, per analizzare i vissuti intenzionali della coscienza, bisogna muoversi nello spazio di tensione tra il vissuto soggettivo e ciò che appare in esso. Di qui la necessità dell' epoché fenomenologica, cioè della sospensione del giudizio che l'uomo formula nel suo atteggiamento naturale, in cui gli oggetti gli sembrano indipendenti dal loro apparire alla coscienza nei suoi vissuti. Sulla base di questi presupposti, attraverso una minuziosa e complicata analisi della struttura della temporalità, Husserl perviene all'idea di una costituzione fenomenologica del mondo e di quella che noi, con un termine poco controllato, chiamiamo “oggettività”. In conclusione Held si sofferma sui motivi del tardo pensiero husserliano, caratterizzato da un vivo interesse per il cosiddetto “mondo della vita”, che, diversamente dal mondo delle scienze naturali, rappresenta l'orizzonte dei vissuti soggettivi e contingenti, all'interno del quale anche gli oggetti della scienza acquistano senso. In questa nuova idea di mondo, secondo Held, sta l'attualità della fenomenologia di Husserl, la quale può fornire una solida base filosofica alla coscienza ecologica dell'uomo contemporaneo.


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