Intervista lezione
Jean-Pierre Vernant
La tragedia greca oggi
Versione integrale dell'intervista-lezione
Parigi
09/05/1994

Jean-Pierre Vernant illustra l'interesse contemporaneo per la tragedia greca. Egli  esamina le caratteristiche del teatro greco,  mettendolo in relazione con la polis: nel teatro la città rappresenta se stessa.


Enciclopedia Multimediale delle Scienze Filosofiche - un progetto di Renato Parascandolo

Sergio Benvenuto

Vittorio Rizzo



Sergio Benvenuto

Jean-Pierre Vernant illustra l'interesse contemporaneo per la tragedia greca (1-2). Egli  esamina le caratteristiche del teatro greco,  mettendolo in relazione con la polis: nel teatro la città rappresenta se stessa. Sulla scena viene sottoposto allo sguardo di tutti i cittadini il mondo mitico del passato, il mondo degli eroi.  Attraverso la rappresentazione del  passato mitico ed eroico, vengono, però,  messi sul tappeto i problemi del cittadino del  V secolo. Le domande poste dalla rappresentazione tragica sono: che cosa è l' uomo? Che cosa significa agire? Che cos' è la responsabilità? Che cosa è un crimine? Secondo l'interpretazione di Vernant queste domande vengono formulate in forma  problematica e non trovano una risposta nella tragedia. La rappresentazione teatrale  è poi considerata  una simulazione del reale pari a quella che mette in atto la fisica nei suoi esperimenti.  Vernant analizza  con acume le varie sfaccettature del significato assunto dalla figura di  Edipo. Egli,innanzitutto, è d'accordo con   l'interpretazione che Levì-Strauss dà del mito edipico. Il mito esprimerebbe un difetto di comunicazione fra le generazioni. La tragegia di Sofocle, avrebbe, però, un significato diverso dal mito.Edipo viene rappresentato come la vittima di una colpa non cercata, non voluta. Ma quale è la sua colpa? Essa è nella soluzione dell'enigma formulato dalla Sfinge "Qual è l' essere che è allo stesso tempo a due, a tre e a quattro piedi, che ha una sola voce, una sola "phoné", una sola natura e che cambia senza posa?   La riposta di Edipo è: "sono io". L'uomo  attraversa tre diverse fasi: bambino a quattro piedi, poi un uomo adulto con due piedi e poi un vecchio che si appoggia ad un bastone. Ma nel caso di Edipo accade qualcosa di mostruoso. Egli è contemporaneamente  un essere a quattro a tre e a due piedi. Perché figlio e marito di Giocasta  quando è a due piedi  è allo stesso tempo simile  ai suoi figli a quattro piedi e a suo padre che ne ha tre.  Edipo è un essere caotico, ma non è il responsabile di questo caos. Questo caos è una disgrazia fatale  che lacererà la sua vita senza che egli l'abbia voluto. Sofocle si concentra sulla persona di Edipo, mostrando che l'innocenza è colpevolezza; il senso della tragedia greca è riflettere sull'uomo e sulla  responsabilità delle sue azioni.


Francese