Interviste lezioni
Hösle Vittorio
La filosofia di Kant (I parte)

Napoli
marzo 1987
Hösle delinea la formazione filosofica e politica di Kant vedendone le componenti essenziali nell'illuminismo e nel pietismo da un lato e nell'adesione all'assolutismo illuminato dall'altro.
Enciclopedia Multimediale delle Scienze Filosofiche
A cura di Renato Parascandolo, Giancarlo Burghi, Maria Teresa de Vito, Francesco Fanelli




Hösle delinea la formazione filosofica e politica di Kant vedendone le componenti essenziali nell'illuminismo e nel pietismo da un lato e nell'adesione all'assolutismo illuminato dall'altro. Lo studioso indaga i rapporti fra Kant e la scienza del suo tempo sottolineando l'intento filosofico kantiano di individuare i criteri di validità e la profonda competenza scientifica di Kant . Hösle mette in evidenza anche il tentativo kantiano di trovare una teoria unitaria del sapere scientifico e della coscienza etica. Egli analizza il significato della rivoluzione copernicana di Kant ed accenna al rapporto di Kant con il razionalismo cartesiano e con quello leibniziano-wolffiano. Dopo aver indicato la critica di Kant alla psicologia razionale Hösle affronta il concetto del noumeno collegandolo alle problematiche del determinismo e distinguendolo dalla concezione platonica delle idee e dalla nozione di infinito matematico. Hösle passa ad analizzare le diverse accezioni kantiane di metafisica ed accenna alla sintesi di empirismo e razionalismo tentata da Kant. Vengono affrontate le tematiche relative al "giudizio" alla sua forma analitica e sintetica, apriorica ed empirica. Vengono indicate le critiche rivolte dalla logica moderna e dal Circolo di Vienna ai giudizi sintetici apriori, critiche da cui lo stesso Hösle prende le distanze. Si considera l'estetica trascendentale ed in particolare le forme pure dello spazio e del tempo.