Interviste Lezioni
Piero Coppo
Medicine a confronto


19/3/1998
Piero Coppo, neuropsichiatra, interviene sulle relazioni tra la cultura occidentale e altre culture rispetto alla salute, alla guarigione e alla concezione globale dell'uomo in Occidente e nelle altre culture.
Il Grillo
Giancarlo Burghi, Silvia Calandrelli, Raffaele Siniscalchi.




Piero Coppo porta il discorso sulla crisi in cui, dopo Hiroshima, è entrato l’Occidente rispetto ai suoi principi, anche se ancora continua a dominare il mondo con i suoi apparati produttivi (e militari). La Grecia classica, da cui si data l’Occidente, è debitrice di civiltà più antiche - di egiziani e africani - rispetto alle quali si è autonomizzata solo a un certo momento della sua storia. Oggi deve ritrovare il dialogo con quelle culture, senza dimenticare la propria. Il dialogo può essere favorito, sul piano della psichiatria, da una concezione della malattia mentale come alterazione non tanto di un equilibrio intrapsichico, quanto di rapporti interpersonali. Sono state aperte in America e in Africa - ma anche in Italia - strutture di ricerca che fanno da interfaccia tra la medicina occidentale e i sistemi medici di altre culture. Esistono anche ricerche paleoantropologiche che hanno evidenziato rudimentali tentativi preistorici di chirurgia, come la perforazione del cranio, legati a una concezione animistica piuttosto che meccanica della malattia. La caratteristica della medicina moderna è di nascere dalla dissezione del cadavere (anatomia) e di concepire il corpo come una macchina. La medicina cinese fa una diversa mappa del corpo in base ai chakra, nodi di energia dislocati lungo la colonna vertebrale, su cui si agisce con l’agopuntura. Sarebbe auspicabile arrivare a una integrazione delle due concezioni. Anche la malattia mentale, che in altre culture dipende da un cattivo rapporto con il mondo degli spiriti, nella nostra è fatto dipendere da un’alterazione biochimica a livello molecolare. Il pericolo è che l’interesse per le medicine alternative si trasformi in una nuova forma di consumo. Esistono però ricerche di alto livello, come quelle dell’istituto aperto in Amazzonia per studiare l’uso che gli sciamani di quella regione fanno delle piante maestre. I ragazzi mostrano un sito su cui si avanza l’ipotesi che la dottrina dei chakra abbia influenzato la concezione greca classica del corpo. In California, a Palo Alto, si è sviluppata una scuola di psicologia transpersonale che mette insieme i sistemi psicologici occidentali e orientali. Coppo illustra il progetto di cooperazione tra l’Italia e il Mali per lo studio della cultura dogon, soprattutto in ordine alle tecniche di guarigione. La figura del guaritore nelle culture tradizionali si situa a cavallo tra il mondo degli artigiani e il mondo dei sacerdoti. La rottura della medicina meccanicista con quella tradizionale ha dato grandi risultati, ma oggi sta incorrendo nei suoi limiti e potrà rilanciarsi solo attraverso un’apertura verso altri sistemi di guarigione.