Programmi televisivi
Karl Marx
I maestri del pensiero economico


2001

Karl Marx nacque nel 1818 a Treviri.


La fabbrica degli spilli

Maria Cristina Marcuzzo, Alessandro Roncaglia, Gaetano Sabatini



Agata Costanzo


Beatrice Gangi Chiodo



Karl Marx nacque nel 1818 a Treviri. Nel 1841 si laurea discutendo una tesi su Democrito e, l’anno successivo, tenta di intraprendere la carriera giornalistica. A Parigi incontra Engels: sarà l’inizio di una collaborazione intellettuale fruttuosa, scaturita nella pubblicazione del Manifesto del Partito Comunista nel 1848, e di una sana e duratura amicizia. Nel 1864, partecipa alle vicende della Prima Internazionale e, tre anni dopo, pubblica il primo volume della sua opera più celebre, Il Capitale. Conclude i suoi giorni a Londra tra ristrettezze economiche, sostenuto solo dai diritti delle sue opere e dall’aiuto finanziario dell’amico Engels. Muore nel 1883.

La tesi centrale di Marx è una critica serrata al capitalismo, sistema di organizzazione sociale da superare con forme organizzative più avanzate, cioè il socialismo e il comunismo. Nei Manoscritti economico-filosofici del 1844, il filosofo tedesco espone la teoria dell’alienazione. In essa sostiene che il lavoratore, nel modo di produzione capitalistico, è alienato per tre motivi: perché non è proprietario dei suoi strumenti di lavoro, che sono invece proprietà del capitalista; perché non è proprietario del prodotto del suo lavoro, di cui è sempre proprietario il capitalista, avendo anticipato quest’ultimo sia i mezzi di produzione che il salario in cambio del diritto di disporre del prodotto; perché non controlla l’organizzazione del processo produttivo, al cui interno ha un ruolo parziale e specifico. Nel Capitale, Marx parla di “feticismo delle merci” e analizza lo sfruttamento del lavoratore da parte del capitalista. Su questo punto, oltre ad Alessandro Roncaglia, si sofferma nel video anche Riccardo Bellofiore. Infine, Marx riflette sul crollo inevitabile del capitalismo, dovuto essenzialmente alla tendenza alla polarizzazione sociale, cioè allo squilibrio tra la ricchezza crescente di una classe sempre più esigua numericamente e la miseria sempre più diffusa di una classe sempre più ampia che abbraccia gran parte della popolazione. Ernesto Screpanti approfondisce la concezione marxiana del capitalismo, evidenziandone anche letture positive.
Le teorie marxiane suscitarono molte critiche, riguardanti soprattutto la teoria del valore-lavoro, l’analisi delle tendenze del capitalismo e l’affermazione della necessità di superare il lavoro costrittivo.